Azienda
NCT ricerca
Si riaccendono le luci della Comunità Europea sulla Nuova Contec. Martedì 31 maggio infatti a Parigi nel corso dell’incontro tra il Gruppo di Lavoro WG10, attualmente impegnato nella revisione della norma EN 1610:1997, NCT ha formalizzato e consegnato il risultato di un lavoro di ricerca durato oltre 2 anni finalizzato a stabilire e individuare le condizioni per la perfetta equivalenza nei metodi di prova tenuta ad ARIA ed ACQUA delle condotte fognarie funzionanti a superficie libera.
La partecipazione ai gruppi di lavoro normativi della Comunità Europea da parte della Nuova Contec risale al 2000. Nei primi anni questa partecipazione si è limitata a raccogliere gli spunti provenienti dagli altri Paesi e a riproporli in Italia. Tuttavia è a partire dal 2005 che NCT si è imposta di abbandonare i panni dello spettatore e di vestire quelli più ambiziosi di protagonista nell'elaborazione di normative e nella diffusione di competenze finalizzate a perseguire realmente gli obiettivi di salvaguardia ambientale e tutela della salute pubblica, spesso solo enunciati ma non tradotti in politiche e azioni concrete. Questo primo contributo è stato finalmente offerto con la studio “Metodi di prova per la verifica della tenuta idraulica dei collettori fognari: risultati di una ricerca sperimentale sull’equivalenza tra i metodi ad acqua e ad aria previsti dalla UNI EN 1610:199”.
A causa di un’impropria impostazione della norma, da anni infatti vi è un’accesa discussione che divide gli addetti ai lavori tra sostenitori e contrari rispetto ai due metodi, quello ad aria e quello ad acqua, per l’esecuzione delle prove di tenuta. Da una parte ci sono i tradizionalisti che vedono nel metodo ad acqua una prova più sicura, ma anche più “tollerante” nei confronti di inevitabili imperfezioni nella costruzione dei tubi o nella loro posa, mentre dall’altra vi è la posizione di quanti sostengono che il metodo ad aria sia più rapido ed economico e consenta di mettere a prova l’intera lunghezza della condotta. La ovvia conseguenza di questa diatriba è che a rimetterci sia proprio l’effettiva esecuzione dei collaudi, ovvero se ne fanno pochi e male.
La ricerca
Consapevole di un’inevitabile revisione della 1610 NCT si è mossa già nel 2007 per accertare la correttezza dei valori soglia per la verifica della tenuta idraulica delle reti fognarie. La ricerca si è conclusa nel 2010 e ha portato a stabilire per le modalità di prova previste (ARIA/ACQUA) le condizioni per ottenere una perfetta equivalenza tra i due metodi di prova. Questo per consentire di poter scegliere in tutta tranquillità, cantiere per cantiere, il metodo tecnicamente più affidabile e conveniente dal punto di vista economico, e di poter estendere la verifica della tenuta alla lunghezza totale della nuova condotta, al momento dell’accettazione da parte del committente pubblico. Dopo una prima verifica necessaria per accertare la perfetta tenuta delle condotte di prova sono state eseguite oltre 100 prove presso il laboratorio “Cellina Valley”. Le prove hanno consentito di analizzare e riprodurre tutti i fattori che possono esercitare un’influenza sul risultato finale. Si è quindi stabilita una procedura che consente di ottenere un risultato equivalente e univoco a prescindere dalla metodologia adottata. Tuttavia i test hanno dimostrato che non basta una buona norma, ma devono coesistere contemporaneamente le seguenti condizioni affinché le prove possano essere ritenute affidabili:
1- competenza degli operatori supportata da un’adeguata formazione;
2- misurazioni altamente precise e professionali, possibili solo utilizzando strumentazioni professionali;
3- procedura (normativa) corretta.
Basta che manchi una sola delle condizioni sopra esposte per autorizzare la contestazione dell’esito della prova.
Le reti fognarie sono un patrimonio da tutelare e uno dei requisiti che ne giustifica l’esistenza è la loro tenuta IDRAULICA. Questo principio deve essere ben chiaro sia in fase di progettazione, che di costruzione e manutenzione. Tuttavia il controllo di questo requisito deve essere possibile attraverso procedure e parametri rigorosi. Il compito di chi ha la responsabilità del bene pubblico deve essere guidato e facilitato da normative e linee guida chiare e giuste che possano essere valido riferimento per gli addetti nelle loro attività.
Sono interessato a ricevere il testo integrale della ricerca. Stampa la notizia.

- Il Dott. Giovanni Gabelli e l'Ing. Antonio Migilo davanti alla sede dell'Afnor a Parigi
